Livio Zerbini - Zerbini per il CentroSinistra

Gentile Redazione,
vi ringrazio per lo spazio che mi avete concesso e Vi invio le mie risposte.

Livio Zerbini

  1. Domanda: Vi è la possibilità che nei primi mesi dal vostro insediamento vi
    troviate con una disponibilità monetaria notevole (1.500.000 €) grazie alla
    revisione delle norme riguardanti il patto di stabilità della finanziaria.
    Come pensate di utilizzare tali somme?

    Risposta: Chi diventerà Sindaco dovrà innanzitutto cercare di rimuovere i vincoli che non consentono, allo stato attuale, di poter utilizzare l’I.C.I. della
    Centrale, in ragione del Patto di Stabilità. Proprio in tal senso, mi sto
    adoperando, prendendo contatti con il Ministero competente, per risolvere
    questo problema e debbo dire che sono fiducioso. Le risorse a disposizione
    le utilizzerò per il recupero dell’ex-Macello Comunale, che diventerà la
    Cittadella della Cultura, che consentirà di avere finalmente una Sala
    congressi e auditorium, uno spazio adeguato per la biblioteca, per una
    ludoteca per i bambini e per la Scuola di Musica Comunale. Le restanti
    risorse verranno utilizzate per riqualificare in maniera adeguata il Parco
    Marinella e per migliorare l’arredo urbano delle frazioni, che per alcune di
    esse lascia piuttosto a desiderare.

  2. D: Se dovesse definire quali sono gli incontri più importanti che
    cercherà di organizzare nei primi tre mesi del suo mandato, quali
    indicherebbe?

    R: Gli incontri che farò nei primi tre mesi del mio mandato saranno volti ad
    illustrare il Progetto che, con il mio gruppo, porteremo avanti.
    1) in primo luogo con i dipendenti comunali, al fine di riorganizzare
    la “macchina” comunale in maniera più efficiente, al fine di corrispondere
    al meglio ai desiderata dei cittadini;
    2) con i cittadini, sia del centro cittadino sia delle frazioni, allo scopo
    di condividere insieme a loro le priorità da portare avanti ed il bilancio
    comunale;
    3) con gli agricoltori, con i commercianti e con gli imprenditori, nonché
    con tutte le realtà produttive del territorio, con l’intenzione di avere un
    approccio sistemico alla risoluzione dei problemi del paese e del territorio.

  3. D: Indichi tre punti di forza di Sermide su cui lei pensa si possa
    fondare un rinnovamento e tre criticità su cui ci sarà da lavorare.

    R: I tre punti di forza del Progetto che intendo portare avanti sono quelli su
    cui ho impostato sinora il dialogo: voglia di fare, preparazione e
    condivisione.
    Per quanto riguarda i punti di criticità, ne vedo uno che mi preoccupa
    particolarmente: il pensare che i problemi di Sermide e del territorio si
    possano risolvere non tenendo conto della necessità di proiettarci verso
    l’esterno, con un approccio di sistema per la risoluzione dei problemi, che,
    proprio per la loro complessità, vanno affrontati con un tessuto connettivo,
    di rapporti e relazioni, più articolato.

  4. D: Vi sono 5 liste che aspirano ad amministrare Sermide. E’ lecito
    ipotizzare che chi vincerà non avrà dalla sua parte la maggior parte dei
    cittadini sermidesi. Se dovesse vincere come pensa di convincere chi non
    l’ha scelta, della bontà della sua proposta? E se invece dovesse ricoprire
    il ruolo di minoranza in consiglio, si impegna a portare avanti
    personalmente comunque le idee nel nome delle quali i cittadini le avranno
    dato il voto?

    R: Se sarò Sindaco sarò ovviamente il Sindaco di Tutti, non solo ovviamente di
    coloro che mi voteranno. Il modo per convincere, una volta Sindaco,
    i “recalcitranti” sulla bontà del Progetto, mio e del mio Gruppo, sarà
    piuttosto semplice e si baserà su due “ingredienti” fondamentali
    nell’amministrazione della cosa pubblica: “sapere” e “saper fare”. Quanto
    alla seconda ipotesi, ovviamente rappresenterò coloro che hanno avuto
    fiducia in me, dando comunque un supporto costruttivo alla nuova
    amministrazione.

  5. D: Come vede Sermide fra 5 anni?

    R: Tutto dipenderà da chi amministrerà! Per me candidarmi a fare il Sindaco è
    stata una scelta impegnativa, perché, se eletto, mi costringerà a
    ridimensionare il mio lavoro, che amo particolarmente, e che mi ha
    consentito di avere grandi soddisfazioni. Il motivo che mi ha spinto a
    sciogliere le riserve e di candidarmi è che credo che questa rappresenti
    l’ultima occasione che avrà Sermide di uscire dal proprio “isolamento” e
    che, avendo le idee molto chiare, io ed il mio Gruppo, sono sicuro di
    ottenere in breve tempo dei risultati: altrimenti non mi “sarei messo in
    gioco”.

  6. D: Puo’ indicare 3 priorità per Sermide da realizzare in 3 anni,
    specificando in che modo le realizzerebbe? [da Matteo]

    R: 1) Sviluppo economico ed opportunità occupazionali: da conseguire cercando
    di “rimboccarsi le maniche” e, se il caso, andare alla ricerca di realtà
    produttive interessate ad impiantarsi su di un territorio, in grado di
    offrire incentivi in tal senso;
    2) recupero di quelli che ho definito “tasselli” produttivi ed insediativi
    che sono venuti meno negli ultimi decenni, quali l’ex-Zuccherificio, l’ex-
    Ospedale, l’ex-Macello Comunale e l’ex-Bonlat: da realizzare con progetti
    che possano rappresentare un ulteriore “volano” di crescita economica ed
    occupazionale per il paese;
    3) migliorare la qualità di vita, con una maggiore attenzione alla Salute,
    all’Ambiente ed alla Cultura: incentivando le politiche sociali, giovanili e
    culturali.

  7. D: Esistono priorita’ specifiche per le frazioni? In caso di risposta
    affermativa puo’ indicarci quali sono e in che modo intendete affrontarle?
    [da Rino]

    R: Le frazioni meritano senz’altro, a mio giudizio, un’attenzione maggiore
    rispetto quella che è stata sinora riservata. Le priorità da realizzare sono
    quelle di “legare” maggiormente le frazioni al centro cittadino, creando un
    organismo più coeso di quanto sia stato. E’ necessario che, con progetti di
    riqualificazione, le frazioni possano essere rivitalizzate, sia con una
    maggiore attenzione ai punti di aggregazione sociale ed all’arredo urbano
    sia con manifestazioni ed eventi che possano renderle protagoniste.

  8. D: Pare che uno dei punti dolenti che affliggono numerosi giovani
    sermidesi sia la mancanza di una piscina, cosa ne pensa? Crede che sia
    questa la priorita’ nelle politiche giovanili o siano altri gli interventi e
    le attivita’ per i giovani? [da Anna]

    R: Certamente, qualora vi fossero le risorse, la Piscina Comunale consentirebbe
    di creare un momento di aggregazione sociale e giovanile ulteriore; spero,
    in tal senso, ci possanno essere le risorse. Ancora più prioritaria è, a
    mio avviso, uno spazio culturale, come la Cittadella della Cultura, in cui
    i giovani possano veramente esprimersi. Altrettanto importante è inoltre
    consentire ai giovani di dare tutto quanto il supporto alla realizzazione di
    eventi o manifestazioni che li possano veramente rendere protagonisti.

  9. D: In che modo intendete gestire il problema dei lavoratori della
    Centrale EdiPower, per cui si prospetta un futuro difficile? [da Rino e
    Marco]

    R: Dopo il no al V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale), il percorso si è
    fatto indubbiamente più difficile e con maggiori asperità, ma, credo, vi
    siano ancora possibilità di dialogo, vale a dire, se sarò Sindaco, proverò
    a “rilanciare” il dialogo con un nuovo Piano, che consenta di tutelare sia i
    Lavoratori sia l’Ambiente. In ogni caso, per quanto riguarda il problema dei
    lavoratori mi sono già dato da fare fattivamente e ho in serbo una
    possibilità, che ritengo positiva, che in questi giorni comunicherò.

  10. D: Da piu’ parti si richiedono interventi dell’amministrazione comunale
    con lo scopo di portare all’insediamento di nuove attivita’ imprenditoriali
    a Sermide, lei e’ convinto che questo sia un compito della stessa
    amministrazione o che sia piuttosto un problema relativo alla
    scarsa “mentalita’ imprenditoriale” degli abitanti/imprenditori della nostra
    zona? Come intende intervenire?

    R: La “penuria” di realtà produttive sul territorio non è imputabile alla
    cosiddetta “scarsa mentalità imprenditoriale” dei nostri imprenditori, ma ha
    cause oggettive. Credo che l’Amministrazione Comunale possa operare e, se
    sarò Sindaco, lo farò, su due piani: darsi da fare per “portare” sul
    territorio nuove realtà, con incentivi, che consentano di “rendere
    interessante” per gli imprenditori il nostro contesto territoriale.

  11. D: In queste elezioni vediamo liste supportate in modo trasparente dai
    partiti, altre supportate indirettamente e altre ancora completamente
    svincolate dai partiti, cosa pensa del ruolo dei partiti in queste elezioni
    Sermidesi e, piu’ generalmente, al giorno d’oggi?

    R: Certamente al giorno d’oggi è venuta meno la fiducia nei partiti per una
    serie di motivi, che non sto qui ad elencare. Ritengo però che i partiti
    siano una sorta “di specchio in cui ci riflettiamo”, nel senso che i partiti
    sono costituiti da persone, che talvolta non ci hanno rappresentato
    adeguatamente, anche perché nel contempo molti di noi si sono
    deresponsabilizzati: in sostanza, se abbiamo partiti e politici che non
    sentiamo nostri, è colpa, in un certo senso, anche nostra, che non
    partecipiamo più alla vita politica come facevano, ad esempio, i nostri
    genitori o nonni. Quindi bisogna ritornare ad interessarsi di politica!
    Quanto al mio Progetto, pur rivendicando piena autonomia rispetto a certe
    logiche della politica, vede nei partiti un ulteriore valore aggiunto, nel
    senso che per conseguire gli obiettivi che, insieme al mio Gruppo, mi sono
    prefissato, è necessario rapportarsi al contesto territoriale, provinciale,
    regionale, nazionale ed europeo e, per fare questo, i partiti rappresentano
    un’importante “cerniera”. Sarebbe assolutamente miope pensare che i problemi
    di Sermide si possano risolvere esclusivamente a Sermide e portare avanti un
    progetto autarchico e chiuso in se stesso.

Grazie per l’attenzione e, come dicevano i Romani, “Ad maiora”.