L’area “Zuccherificio”…e che ci facciamo?!?

Come avevamo annunciato in precedenza abbiamo inviato alcune email agli imprenditori di Sermide a riguardo del tema del Lavoro e a riguardo del tema dell’Area dell ex-zuccherificio al Sindaco, al Politecnico di Milano e alla proprietà. Per ora abbiamo ricevuto la risposta del Sindaco rispetto alle domande che gli abbiamo rivolto.
Riportiamo nella sezione “La questione Zuccherificio” (che potete vedere sulla colonna di destra) la sua risposta in forma di intervista. Lo ringraziamo per la disponibilità e restiamo in attesa di altri interventi.
Codsota 2 ha detto,
8 Marzo 2007 alle 0:52
qualcuno ha fatto i conti su quanto verrebbe a costare il recupero dell’area, considerando che la maggior parte delle strutture è da demolire totalmente, forse le uniche che si possono eventualmente utilizzare (dopo un deciso restauro!) sarebbero i magazzini di stoccaggio e le 2 abitazioni.
perchè non chiedere informazioni alle maestranze che per anni vi hanno lavorato? E che dire delle vasche di decantazione presenti all’interno del sito e di tutte quelle strutture non visibili in superficie?
che ne sarà dell’attuale ricerca,da parte del Politecnico, se nelle elezioni amministrative di primavera l’attuale amministrazione non venisse confermata (così sembra!)
paolo ha detto,
8 Marzo 2007 alle 12:19
Per quanto riguarda il progetto del Politecnico di Milano io penso questo:
Se, come dice Giovanni, è stato fatto un contratto a tre (l’area zuccherificio è di proprietà di un privato) la società House e Lot, il Comune di Sermide e il Politecnico di Milano, dopo le prossime elezioni, chiunque vinca, non potrà fare a meno di rispettare il contratto e cioè portare a termine lo studio del Politecnico.A
questo punto si aprono due scenari:
- Il progetto del Politecniuco piace alla proprietà e pertanto sarà quello che la proprietà presenterà al Comune di Sermide-
- Il progetto non piace al Comune di Sermide e pertanto non lo approverà e chiederà alla proprietà di rinunciare al progetto stesso proponendo qualcosa che potrà soddisfare di più la nuova amministrazione scaricando così il Politecnico
dopo averlo pagato.
-Il progetto non piace neanche alla proprietà e pertanto propone qualcosa di diverso al Comune.
A quel punto siamo nelle mani dei politici nuovi che decideranno dello sviluppo di Sermide.
Ciao
codsota 2 ha detto,
8 Marzo 2007 alle 14:40
La cosa che non mi è ancora chiara è la tempistica della presentazione del progetto da parte del Politecnico,qualcuno sa qualcosa in merito?
I 130.000 euro di questo studio graveranno sul bilancio comunale?
paolo ha detto,
8 Marzo 2007 alle 15:27
caro codsota,
devi stare attento. Leggi bene quello che ha detto Giovanni il 27 febbraio.
Non sono 130.ooo euro ma la metà e una parte solo è a carico del Comune.
Ciao
paolo ha detto,
8 Marzo 2007 alle 15:34
anzi il 25 febbraio. Scusa la battitura sbagliata della data
Codsota 2 ha detto,
9 Marzo 2007 alle 0:05
chiedo scusa per le inesattezze, però queste disussioni servono anche a chiarire certi aspetti, per questo ringrazio coloro che collaborano affinchè vi sia un informazione più precisa possibile.
luigi ha detto,
9 Marzo 2007 alle 17:47
Ho anch’io un’opinione in merito. Cercherò di sintetizzarla. Dopo ben 5 convegni non ho visto ancora uno straccio di idea convicente sul recupero dello stabile e dell’area, tante chiacchiere poche idee. Tutti si aspettavano qualche proposta progettuale che provenisse dall’autorevolissimo Politecnico, ma ancora niente. E di soldi ne sono stati spesi già parecchi, solo per parlarsi addosso, ognuno cercando di salvaguardare le proprie posizioni. Secondo me basterebbe un progetto quadro che frazioni l’area, per intervenire nell’immediato sulle strutture realmente recuperabili. Per esempio la ristrutturazione del capannone in fregio a via 24 aprile, trasformandolo in una bella sala polivalente. Che ne dite?
Codsota 2 ha detto,
10 Marzo 2007 alle 6:52
Proposta:
Perchè non utilizarlo come centro per un istituzione a livello nazionale od interregionale, vedi Magistrato del Po, ARNI, Protezione Civile, il sito si troverebbe a metà strada (acqua) tra la foce del Po e Piacenza (sede del magistrato), vi si potrebbe così ricollegare anche la Teleferica riportandola alla sua antica funzionalità, in chiave moderna.
Tutto sommato porterebbe a Sermide un pò di gente nuova,pretigio ed anche un piccolo ritorno economico, dopo tutto, un bacino di utenti come il nostro comprensorio,non ha bisogno di mega strutture commerciali, essendo un pò decentrato rispetto alla grande viabilità stradale
paolo ha detto,
10 Marzo 2007 alle 12:26
Anche Luigi sembra che non sia stato attento nei vari incontri e su quanto già detto in questo blog da giovanni.Infatti a breve il Politecnico di Milano presenterà il “Documento di Inquadramento” da approvare in Consiglio Comunale che è proprio quello che Luigi chiama impropriamente “progetto quadro che frazioni l’area” e successivamente il Piano Integrato di Intervento che concluderà il lavoro del Politecnico. Pertanto è meglio aspettare per dare giudizi.
Per la sala non mi pare che risolva i problemi di sermide.
Davide ha detto,
11 Marzo 2007 alle 19:43
…mmhhh… Paolo mi sembra eccessivamente ben informato… sinceramente che noi “comuni mortali” si possa essere anche poco informati sui vari passaggi e sui tempi lo vedo plausibile… mi infastidisce un po’ che qualcuno si metta lì a riprendere chi è stato attento e chi no… non siamo mica a scuola!… per me in questo momento è utile sentire le idee di tutti (e poi altrimenti a cosa serve un bolg?!)… se Paolo sa già tutto può anche non leggerle… anche il sindaco scrive che non sa bene cosa ci si farà dentro… speriamo che questo incarico al Politecnico dia presto qualche frutto… e che sia visibile!!
PS x Admin: se dovessero esserci novità rispetto a questo tema c’è modo di pubblicare qualcosa su questo Bolg?
a presto!
luigi ha detto,
24 Marzo 2007 alle 8:19
Il “Documento di iquadramento” (di cui parla Paolo), dal titolo PROGETTO DOLCE e sottotitolo “Costruire a Sermide un territorio a più dimensioni”, redatto dal Politecnico di Milano nel mese di febbraio 2007, consta di 32 pagine suddiviso in 14 paragrafi. Sembra -a chi lo ha letto attentamente come me- un bel compitino di un bravo studente universitario. Un atto dovuto da parte del Politecnico, dopo tutti i soldi che sono stati spesi per 5 convegni di chiacchiere e trentadue pagine di uno pseudo Progetto Dolce…e Gabbana.
Giovanni ha detto,
25 Marzo 2007 alle 15:48
Caro Luigi,
visto che ti sei voluto scorrettamente scoprire, anche perchè non possono essere due i Luigi che hanno letto il documento, da ora in poi vorremmo conoscere il tuo parere da un punto di vista tecnico e professionale su quanto hai detto. Anche perchè la gente ti conosce e ti vede tutti i giorni in giro per Sermide.
A presto
Ciao
luigi ha detto,
25 Marzo 2007 alle 17:09
Giovanni…il vizio è sempre quello: identificare chi scrive per mettergli una targa. Invece di preoccuparsi se uno dice delle cose sensate o meno. Comunque, prevedo che la “scatola” dello zuccherificio rimarrà vuota, come il famigerato Centro Agroalimentare, che i politici di allora utilizzarono per ben quattro campagne elettorali. Quindi, parliamone dell’ex zuccherificio, ma non prendiamoci troppo sul serio su quello che, per me, risulta essere un problema irrisolvibile. Magari uno studio di fattibilità lo poteva redigere anche il nostro Istituto per Geometri, oppure si poteva metterlo in gioco con un Concorso di idee. Ma sempre con i piedi per terra. A Sermide le grandi idee sono in gran parte naufragate, anche quando c’erano i soldi e le strutture (leggi: Incubatore e Agenzia di Sviluppo). E’ sempre questione di persone che guidano: se sono capaci si va, altrimenti si rimane fermi o quasi. Io comunque rimango sempre un inguaribile ottimista, voglio troppo bene a Sermide!
Giovanni ha detto,
25 Marzo 2007 alle 23:39
volevo solo sapere se sei competente in materia . Mi hai confermato che non lo sei.
Questo mi basta.
A presto
Ciao
Anna ha detto,
11 Aprile 2007 alle 13:49
Ciao.Perchè non è stata costruita a Sermide la piscina?la piscina che c’è ora a Bondeno,doveva essere costruita a Sermide.La piscina avrebbe portato lavoro e poi noi di Sermide abbiamo sempre il problema della piscina d’estate perchè bisogna sempre spostarsi.Inoltre bisognerebbe installare la banda larga perxhè quella porta lavoro.Per quanto riguarda lo zuccherificio bisogna vedere chi è il proprietario,cmq non bisogna costruire un centro commerciale,non ha senso,ce l’abbiamo già la coop.Bisogna costruire delle aziende ke creano i posti di lavoro.ciao
Giovanni ha detto,
13 Aprile 2007 alle 0:07
sarebbe interessante e utile poter cominciare a discutere insieme per esempio di posti di lavoro e cioè:
- di quale tipo di lavoro ha bisogno il giovane sermidese
- chi e come dovrebbero essere i datori di lavoro che creano lavoro
- come si finanziano i posti di lavoro che cerchiamo
- se ci sono in giro dei giovani disposti a mettersi insieme per iniziare una attività
- ……………………………………
Lyapunov ha detto,
1 Maggio 2007 alle 18:55
Avete pensato a:
uno stabilimento per produzione di bioetanolo? (avete la campagna no?)
1) un termovalorizzatore (più annesso impianto di teleriscaldamento per il paese)?
2) una centrale ad acqua fluente sul Po?
3) un rigassificatore (che implica la costruzione di un attracco per bettole gasiere e magari co-impianto di refrigerazione)?
4) il museo del Po?
5) un impianto sperimentale di stabilizzazione della rete elettrica regionale?
6) una centrale d’avanguardia fotovoltaica+solare (quindi magari con annesso teleriscaldamento)?
7) un impianto per la produzione di benzina sintetica più o meno biologica?
9) stoccaggio d’energia elettrica notturna (largamente importata sottocosto da nucleoreattori francesi) in forma d’idrogeno?
10) modulazione energetica mediante scambio geotermico.
Ad ogni modo, resterei su una tematica energetica: investirete sul futuro.
guerriero ha detto,
2 Maggio 2007 alle 12:17
Concordo con Lyapunov: investire sul futuro ed in campo energetico “alternativo” che rispetti l’ambiente, senza emissioni co2 ed inquinanti, quindi vedrei molto bene: 6) centrale fotovoltaica all’avanguardia per produrre energia pulita e teleriscaldamento (la zona ex-zucch. sarebbe ottimale)
progetto idrogeno: perchè non creare un centro ricerca sviluppo e produzione di idrogeno, sarà l’energia del futuro.
7) uno stabilimento per produrre bioetanolo e biodiesel e sottoprodotti importanti ..glicerina, mangimi…
Tutti progetti ed idee che richiedono un ingente sforzo economico, ma che con l’intervento di vari attori (ammin.comune, enti, università, privati e imprenditori locali..) potrebbero veramente essere un ottimo investimento sul futuro ma anche per il risveglio di sermide. Grazie!
luigi ha detto,
2 Maggio 2007 alle 17:53
Rimango ligio alle richieste del Blog e non entro in nessuna polemica che poi non porta da nessuna parte e quindi presento la prossima richiesta con una breve premessa: non tutte le azioni amministrative costano in termine di soldi, per esempio la toponomastica. Credo che la salvagurdia dei nostri valori e delle nostre radici storico-sociali sia fondamentale come per qualsiasi comunità di persone. Sarebbe bello poter girare per il nostro paese e trovare nel nome delle vie la sua storia, attraverso queste targhe che richiamino fatti e personaggi della storia di Sermide. Ultimamente ho visto i nomi delle nuove vie intitolate a fiori e piante. Invece mi piacerebbe, per esempio, leggere via dottor Gastone Martelli primario dell’Ospedale, via conte Alessandro Magnaguti studioso e numismatico, via Luigi Schiavi benefattore e primo sindaco di Sermide, via Gaetano Mantovani archeologo e storico, via Ida Muzio benefattrice e storica.
IL PROSSIMO SINDACO SI PRENDERA’ QUESTO IMPEGNO CULTURALE?
Rino ha detto,
3 Maggio 2007 alle 10:12
perchè non TROVARE gli imprenditori che vogliano sfruttare queste idee ?
qualcuno deve pur mettere mano al portafoglio per farle funzionare e da parte del comune deve esserci il totale appoggio ai progetti,sempre comunque nel rispetto delle normative vigenti, senza farsi condizionare da gruppi di persone che pretendono di essere gli unici detentori della verità.
In tutte le cose esiste il punto di equilibrio
daniele ha detto,
27 Maggio 2007 alle 17:50
La questione dello Zuccherificio la si poteva risolvere nell 2003 quando l’allora Ministro di giustizia Castelli cercava
siti per costruire Carceri. Il siti era ideale visto la superficie e la vicinanza ai servizi. Il paese ne avrebbe tratto un enorme benefico econamico a basso impatto amientale bastava potenziare l’ impianto di depurazione.
Ma purtroppo per la sinistra le carceri sono luoghi sinistri.
meglio rieducare nei centri sociali.
stefano ha detto,
28 Maggio 2007 alle 13:11
Carceri…. Gia’ sapevano che ci sarebbe stato l’indulto, quindi una ulteriore realtà da chiudere…. eh eh eh…
stefano ha detto,
20 Marzo 2008 alle 11:29
un informazione.. sono presenti in grandi quantità diversi tipi di metalli , ferrosi e non , nello zuccherificio ??